Smartphone e bambini, a che età è giusto?


Non è un segreto che i bambini desiderino tantissimi oggetti: dai giocattoli che vedono reclamizzati in televisione mentre guardano i cartoni animati ai nuovi zaini dei loro amichetti, che si trovano tutti i giorni sotto il naso a scuola. Il desiderio più grande di tutti, però, resta senz’altro quello di diventare grandi. Per questo, tra gli oggetti che vogliono di più di tutti, ci sono quelli che vedono usare dai loro genitori. Ad esempio vorrebbero guidare l’auto, mettere le scarpe col tacco di mamma, oppure radersi come fa il papà la mattina, pur non avendo la barba.

Negli ultimi 20 anni, però, un altro oggetto si è andato velocemente affermando nella vita quotidiana dei genitori, conquistando immediatamente di rimbalzo un posto d’onore tra i desideri dei loro bambini più piccoli: lo smartphone. La sua indubbia importanza nell’offrire la possibilità di essere sempre in contatto con gli amici e con ciò che accade nel mondo, assieme alle piccole dimensioni che rendono facile da portare sempre con sé, lo rendono quasi indispensabile, perciò lo smartphone è ormai onnipresente in tutti i momenti che la famiglia trascorre insieme. Anche se sono troppo piccoli per comprendere i singoli aspetti dell’importanza di questo strumento, ai bambini basta guardare il modo in cui i genitori interagiscono con questi dispositivi per rendersi conto che si tratta di oggetti importanti, in grado di assorbire tante volte e in alcuni casi per molto tempo l’attenzione della mamma e del papà.

Ecco allora che giocare con lo smartphone entra a far parte di quel processo di emulazione che è alla base della crescita dei bambini, favorito dal fatto che molti genitori approfittano di cellulari e tablet per mettere un freno ai frequenti momenti di insofferenza che capitano nelle occasioni in cui i piccoli sono costretti a stare fermi (ad esempio al ristorante). Luminosi e colorati, questi dispositivi che spesso distraggono gli adulti possono diventare per i bambini dei veri e propri incantatori, assorbendo completamente la loro attenzione grazie al pressoché infinito mondo di giochi, app e video.


Dal momento che i bambini non sono in grado di regolarsi da sé, però, importante che i genitori gestiscano modi e tempi di utilizzo di questi apparecchi. È sbagliato imporre un’età esatta dopo la quale si può pensare di lasciare il bambino giocare col cellulare o col tablet, perché ci sono diversi aspetti da considerare e possono variare da caso a caso.

Il primo aspetto è la sicurezza, perché senza saperlo il bambino potrebbe accedere a contenuti inadatti alla sua età, senza considerare che per errore potrebbe cancellare informazioni preziose. Per evitare problemi di questo tipo, si possono personalizzare le impostazioni del telefono (motore di ricerca, app e altro) in modo da filtrare i contenuti, oppure si può acquistare un dispositivo pensato appositamente per i bambini.

Come la mettiamo però con la gestione del tempo? Sempre più pediatri sottolineano che l’uso prematuro e senza controllo di dispositivi mobili nei bambini porta conseguenze allarmanti sulla loro capacità di concentrazione, che si ripercuote inevitabilmente sia sul rendimento scolastico del bambino, sia sulla sua predisposizione ad ascoltare i genitori. Non dimentichiamo inoltre che l’uso incontrollato di questi oggetti favorisce un approccio pigro e sedentario alla vita, con tutta una serie di possibili conseguenze (anche gravi) in futuro. È quindi nell’interesse del bambino stesso che i genitori devono ritardare il più possibile il suo contatto con cellulari e tablet, dosandolo con attenzione dal momento dopo che il loro uso venga sdoganato.